Ecco perché stai attirando clienti sbagliati

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Stai attirando clienti sbagliati? Non è colpa del prezzo.

Se stai attirando clienti sbagliati, persone che chiedono solo sconti, informazioni gratuite o soluzioni veloci, la causa è quasi sempre a monte: nella comunicazione, non nella tariffa.

Il vero motivo per cui arrivano le persone sbagliate

Non stai attirando clienti sbagliati per caso, e non è questione di sfortuna.
Se ci si affida al passaparola, non sempre arrivano persone in linea con le proprie aspettative. Non è raro che chi ti contatta, perché l’amico gli ha fatto il tuo nome, alla fine non sa nemmeno cosa fai e che benefici reali potresti portare.
Non credo sia nemmeno una questione di mercato difficile o saturo.

Molto più spesso, è la tua comunicazione a lasciare entrare chiunque, senza filtro.
Forse parli in modo troppo generico ed i tuoi profili non dicono davvero a chi ti rivolgi. In questi casi, chi ti contatta non sbaglia: sta solo rispondendo a un messaggio che non ha confini chiari.

stai attirando clienti sbagliati per una comunicazione poco chiara

La comunicazione non serve solo a farti trovare

Qui sta il punto centrale: la comunicazione non serve solo a farti trovare, ma a far capire a chi non sei adatto.

Un posizionamento chiaro seleziona in automatico. Non serve dire esplicitamente “non lavoro con te”: basta comunicare con precisione chi sei, cosa risolvi e per chi lo fai, perché chi non rientra in quel profilo si escluda da solo.
Questo modo di comunicare lo chiamo filtro, ed è utilissimo per bloccare potenziali clienti non in linea e possibili lavori tossici. Più la tua comunicazione si verticalizza e più persone non in linea non passeranno il filtro. 
Non spaventarti se i tuoi contenuti hanno crolli dopo i primi secondi. Significa che il filtro sta funzionando e ferma chi non è interessato. L’importante e che anche un piccolo gruppo di persone arrivi fino alla fine. Lì stanno i tuoi potenziali clienti.

Esempio di comunicazione generica

Prendiamo il caso reale di un personal trainer. Prima di lavorare sul suo posizionamento, la sua comunicazione parlava genericamente di “allenamento su misura per stare meglio”. Un messaggio corretto, ma troppo largo: poteva rivolgersi a chiunque, dallo studente universitario alla persona over 50 con obiettivi completamente diversi.

Il risultato, prevedibile, era proprio quello descritto sopra: richieste generiche, persone che chiedevano solo il prezzo senza contesto, e un tasso altissimo di contatti che sparivano dopo il primo sconto rifiutato.

In questo caso il lavoro da fare non è abbassare il prezzo, ma andare a parlare alle persone giuste, con un problema specifico. Definire con chiarezza questo perimetro, nella bio, nei contenuti, nel modo di presentare i percorsi, cambierà radicalmente il  tipo di richieste in ingresso. Le persone arriveranno già consapevoli del valore del servizio, perché il messaggio stesso esclude chi non è in linea.

Questo è il meccanismo che vale per ogni freelance o professionista: il posizionamento non serve solo ad “attirare di più”, ma ad attirare chi è già allineato, riducendo il tempo speso a filtrare contatti che non porteranno mai a una collaborazione reale.

Come guardare il problema nel modo giusto

Se arrivano richieste sbagliate, non guardare solo le persone che ti scrivono. Guarda il messaggio che le ha fatte entrare.
Perché ti hanno contattato? Chi le ha messe in contatto con te?
Passaparola di amici e conoscenti che non sanno cosa fai? 
Post divulgativi generici che attirano curiosi?
Contenuti di puro intrattenimento, inutili?

Prima di cambiare tariffe o inseguire un pubblico migliore, vale la pena chiedersi: la mia comunicazione sta davvero dicendo per chi sono? Rispondi con calma ed obiettività alle domande ed è lì che dovrai lavorare per correggere gli errori.